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Estate 2020 ad Abano Terme: intervista al sindaco Federico Barbierato

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Pubblicato da Torino Oggi su Martedì 5 maggio 2020

Eventi | 28 giugno 2020, 09:00

Al Carignano va in scena l'anti-tragedia: "Lucido" di Ferrini spodesta l'eroe classico

Dal 30 giugno al 5 luglio, la commedia del drammaturgo argentino Rafael Spregelburd, Premio Ubu 2011

Al Carignano va in scena l'anti-tragedia: "Lucido" di Ferrini spodesta l'eroe classico

Tensioni familiari e surreali pretese in bilico tra la vita e la morte, in un grottesco e spietato gioco di equilibri per la più estrema delle trattative fra esseri umani. Per la rassegna Summer Plays Va in scena al Teatro Carignano di Torino, dal 30 giugno al 5 luglio, Lucido dell'argentino Rafael Spregelburd, per la regia di Jurij Ferrini, che sarà in scena con Rebecca Rossetti, Agnese Mercati e Federico Palumeri. 

Opera tragicomica, vincitrice nel 2011 del Premio Ubu per il miglior nuovo testo straniero, racconta le vicissitudini di un piccolo nucleo familiare nella Buenos Aires di oggi. Dopo quindici anni di assenza, lontana da casa e da sua madre Teteì, Lucrezia torna a reclamare il rene che da bambina ha donato al fratello minore Luca. In una letterina dice, anzi, di averglielo "prestato". Pare che ora il marito di Lucrezia si trovi ricoverato in ospedale in dialisi e ne abbia urgente bisogno. Restituendo quel rene, Luca salverebbe la vita al cognato, a rischio naturalmente della sua. La trattativa sarà da incubo, innescando un perfetto meccanismo a orologeria ricco di humour e di dialoghi ingegnosamente intrecciati. 

"Potrebbe sembrare il plot di una telenovela eccessiva, storta, deformata - spiega Ferrini -; ed e proprio da questo materiale che Spregelburd ricava un universo comico, paradossale e in continuo movimento. Quando ho iniziato a leggere i suoi testi mi sono sorpreso a ridere fino alle lacrime".

"La sua comicità - continua - non è mai banale, è caustica, spietata, scorretta verso gli abitanti di quella parte del globo che risponde al nome di Occidente. Sbugiarda i falsi valori e l’ipocrisia su cui si impernia il nostro patto sociale. Parla di noi, di un’umanità che ha perso ogni contatto con il mondo reale e si diverte a mostrarci la sua anti-tragedia. Mentre l’eroe classico combatte o riflette, muovendosi alla ricerca della soluzione di un qualche dilemma inferto del destino, l’anti-eroe moderno si muove al solo scopo di evitare la catastrofe, pronto a mentire a chiunque, perfino a se stesso, pur di evitarla...La paura della catastrofe fa in modo che il senso del tragico venga spodestato dal senso del ridicolo".

Manuela Marascio

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